La politica UE per le imprese

 

 La politica della Commissione europea per le imprese mira a creare un ambiente favorevole per l'imprenditoria in Europa, consentendo la crescita della produttività, dell'occupazione e della ricchezza. L'obiettivo principale è creare le condizioni ottimali per gli investimenti diretti a favorire la competitività e l'innovazione, affinché i settori di importanza strategica possano prosperare grazie a tecnologie di avanguardia.

 

 

"Pensare anzitutto in piccolo" (Think small first) - Le PMI al primo posto

 

Una particolare attenzione è riservata alle esigenze delle piccole e medie imprese, considerate la spina dorsale dell'economia europea, fonte primaria di posti di lavoro, protagoniste nella corsa al benessere delle comunità locali e regionali. Nell'UE due terzi dei posti di lavoro sono nelle PMI, che rappresentano a loro volta il 99% di tutte le imprese nell'Unione. Di qui la parola d'ordine scelta dalla Commissione nella sua politica per le imprese: "pensare prima in piccolo".“L’Europa fa bene alle PMI, le PMI fanno bene all'Europa”: questo è il principio alla base delle politiche comunitarie.

La Commissione europea ha pensato una vasta gamma di misure politiche definite appositamente per assistere le PMI a livello comunitario, alle quali sta dando attuazione. Obiettivo di tali misure è creare le condizioni in cui le piccole e medie imprese possano nascere e prosperare. Se vuole raggiungere i suoi obiettivi di accelerazione della crescita economica e di creazione di un maggior numero di posti di lavoro di migliore qualità, l’UE sa che dovrà affidare un ruolo sempre più importante alle PMI.

Nel 2000 l'Unione europea e i suoi Stati membri si dotarono di una Carta europea per le piccole imprese, a sottolineare il comune impegno ad agire per migliorare l'ambiente imprenditoriale e agevolare la nascita e lo sviluppo delle piccole aziende.

Dal 2005 l’UE ha saldato le esigenze delle PMI alla Strategia di Lisbona per la crescita e l’occupazione, riconoscendo che, di fronte alla sfida principale dell’UE, ossia gestire la transizione verso un’economia basata sulla conoscenza, è fondamentale puntare su PMI dinamiche, in grado di dare all’Europa il vigore per resistere alle incertezze che genera l’odierno mondo globalizzato.

 

Small Business Act for Europe

 

Il 25 giugno 2008 la Commissione europea ha adottato lo “Small Business Act per l’Europa” (SBA), che sostituisce la Carta europea per le piccole imprese, incorporandone e valorizzandone i principi. Si tratta di un pacchetto di orientamenti e proposte di azioni politiche dirette a porre risolutamente le esigenze delle PMI al centro delle politiche comunitarie e nazionali.

Lo “Small Business Act” mira a migliorare l’approccio politico globale allo spirito imprenditoriale, ad ancorare irreversibilmente il principio “Pensare anzitutto in piccolo” ai processi decisionali -dalla semplificazione del quadro legislativo e amministrativo al pubblico servizio - e a promuovere la crescita delle PMI aiutandole ad affrontare i problemi che continuano a ostacolarne lo sviluppo. In particolare, esso si propone di intervenire sulle criticità della gestione ordinaria, dall’accesso al credito alla semplificazione amministrativa, dagli interventi fiscali all’innovazione tecnologica, dall’efficienza energetica all’ambiente, dal sostegno agli investimenti alla formazione, fino alla facilitazione della partecipazione agli appalti pubblici

Al centro dello SBA per l’Europa c’è la convinzione che un contesto veramente favorevole alle PMI dipenda innanzitutto dal riconoscimento degli imprenditori da parte della società: il clima generale nella società deve condurre i singoli a considerare attraente la possibilità di avviare una propria impresa e a riconoscere che le PMI danno un contributo sostanziale alla crescita dell’occupazione e alla prosperità economica.

 


I finanziamenti europei per le imprese

 

Esistono programmi e finanziamenti speciali per promuovere l'imprenditorialità e le competenze, migliorare l'accesso ai mercati da parte delle PMI e rafforzare il loro potenziale di crescita (promuovendo le capacità nel campo della ricerca e dell'innovazione) Si segnalano:

 

  • Programma Quadro per l’Innovazione e la CompetitivitàPIC (2007-2013), istituito per accompagnare il nuovo impulso dato alla strategia di Lisbona, con una dotazione di 3,6 miliardi di euro per il periodo 2007-2013. Il quadro previsto si articola in tre programmi specifici: un programma per l’imprenditorialità e l’innovazione, ivi comprese le eco innovazioni; un programma di sostegno politico per le tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni; un programma di promozione dell’ ”energia intelligente” (promozione degli investimenti per l'efficienza energetica e le fonti energetiche rinnovabili). Le PMI rappresentano l'obiettivo principale del programma quadro per la competitività e l'innovazione.
  • Le PMI occupano inoltre un posto speciale nell'ambito del principale programma dell'UE per il finanziamento della ricerca scientifica, noto come 7° programma quadro (7° PQ). Attraverso questo programma (che vanta una dotazione annuale di oltre 7 miliardi di euro) l'UE eroga ingenti finanziamenti per la ricerca e lo sviluppo in ambito accademico e industriale.
  • Programma Erasmus per giovani imprenditori, un programma di scambio transfrontaliero che offre ai nuovi imprenditori – o aspiranti tali – l’opportunità di imparare i segreti del mestiere da professionisti già affermati che gestiscono piccole o medie imprese in un altro paese dell’Unione europea.
  • I fondi strutturali offrono un'importante fonte di finanziamento per le imprese, segnatamente per le PMI. Le imprese partecipano infatti in maniera decisiva alla realizzazione dell'obiettivo di ridurre le disparità nello sviluppo delle regioni e di promuovere la coesione economica e sociale all'interno dell'Unione europea. Il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) sostiene lo sviluppo e l'adattamento strutturale delle economie regionali, aiutando le piccole imprese e promuovendo l'imprenditorialità.


LINK utili:

Sito web della DG Imprese e Industria della Commissione europea dà accesso alle informazioni sul lavoro svolto dalla Commissione per: rafforzare l'industria europea e favorire il passaggio a un'economia verde; promuovere l'innovazione per creare occupazione e far fronte ai bisogni della società; incoraggiare la creazione e la crescita delle piccole imprese e promuovere una cultura imprenditoriale; garantire un mercato interno delle merci aperto e sostenere la presenza europea nello spazio.


Sito web di Antonio Tajani
, Vicepresidente Commissione europea e Commissario responsabile per Industria e Imprenditoria

Il Portale europeo per le PMI -  fornisce un accesso diretto alle informazioni sulle politiche e sulle iniziative dell’Unione europea riguardanti le piccole e medie imprese (PMI). In particolare, troverete approfondimenti sulle seguenti sezioni tematiche:

 

Finanziamenti comunitari per le PMI

Servizi di sostegno in Europa

Assistenza on line

Per chi punta sull’estero

Il rappresentante per le PMI

Politica per le PMI in Europa

PMI e innovazione

Promuovere l’imprendi-torialità

Un mercato unico in Europa

Più competitività per le PMI

Politiche settoriali comunitarie

Portale La tua Europa – Imprese  - contiene informazioni pratiche in più lingue e servizi di consulenza a livello europeo e nazionale per le imprese che desiderano estendere la loro attività ad altri paesi.


Enterprise Europe Network, una rete parzialmente finanziata dall'UE e composta da circa 500 sportelli unici sparsi in tutta l'Unione, che forniscono assistenza su un'ampia gamma di aspetti, tra cui:  le attività transfrontaliere; l 'innovazione e la tecnologia;  l'accesso ai finanziamenti e ai programmi; la collaborazione tra aziende.


La rete aiuta le imprese a comprendere la normativa europea direttamente connessa alla loro attività. Fornisce inoltre informazioni attraverso interventi di sensibilizzazione (partecipazione a fiere, organizzazione di seminari, conferenze, workshop, ecc.) e mediante una serie di pubblicazioni (guide, newsletter, siti web, ecc.) nelle varie lingue.La rete è costituita per lo più da organizzazioni regionali come le camere di commercio, le associazioni di categoria, le agenzie per lo sviluppo regionale e i centri tecnologici universitariLa Enterprise Europe Network comprende le precedenti reti europee degli eurosportelli (Euro Info Centres - EIC) e dei centri di collegamento per l'innovazione (Innovation Relay Centres - IRC).Le imprese hanno accesso alla rete attraverso 600 sportelli locali che garantiscono un'ampia copertura geografica in circa 40 paesi di tutta Europa e non solo. A disposizione delle imprese ci sono ben 400 consulenti specializzati in settori come il commercio, l'industria e la ricerca.

 Si segnala che, a livello locale, un desk Eurosportello che costituisce parte integrante della Enterprise Europe Network ,attraverso Uniocamere Lazio, è operante, presso ASPIN, l’Azienda Speciale della Camera di Commercio di Frosinone per l’Internazionalizzazione delle imprese del territorio provinciale.

 

 Recenti iniziative della Commissione

La Revisione 2011 dello Small Business Act

Lo Small Buisness Act ha subito un processo di revisione culminato nella pubblicazione della Comunicazione n.78 del 2011 (Review of the “Small Business Act for Europe).

Tale comunicazione analizza lo stato di implementazione dello SBA evidenziandone gli esempi più validi di politiche nazionali di attuazione, e i punti critici per i quali è necessario un intervento più incisivo da parte degli stati membri. In conclusione, il rapporto di revisione individua una serie di priorità di azione conformi con la strategia Europa 2020, che punta a rilanciare l'economia dell'UE nel prossimo decennio.
In estrema sintesi, la Commissione afferma che tutte le iniziative legislative previste dallo Sba 2008 sono state attuate, ad eccezione dello statuto per la Società privata europea (SPE) per il quale vengono formulati inviti ad accelerare il processo di approvazione.

Si portano all’attenzione pubblica i risultati raggiunti attraverso alcuni programmi come ad esempio il Cip (Competitiveness and innovation framework programme) che ha permesso la facilitazione di investimenti in venture capital e la fornitura di garanzie per prestiti a circa 100.000 pmi (il 90% delle quali sono microimprese), creando 1,2 posti di lavoro medi per impresa. La Commissione prevede che beneficeranno del programma circa 200.000 nuove imprese entro il 2013.

Altre iniziative a cui viene dato risalto sono l’apertura di un Centro europeo per le PMI in Cina, allo scopo di fornire supporto e informazioni per investitori od esportatori europei presenti nel mercato asiatico; gli “European Sme Weeks” (Settimane Europee delle PMIcon 1.500 eventi e 3 milioni di partecipanti e il programma “Erasmus for young enterpreneurs” (Erasmus per giovani imprenditori) che permette un training on-the-job per i nuovi imprenditori.

Per quanto riguarda i progressi nei singoli principi stabiliti dallo Sba del 2009, la Commissione dedica spazio al miglioramento del contesto imprenditoriale, all’accesso ai finanziamenti e all’accesso al mercato.

Dal punto di vista del miglioramento del contesto imprenditoriale, le azioni poste in essere dai singoli paesi membri hanno avuto effetti significativamente diversi. Infatti, non in tutti i paesi si è riusciti ad avere effetti tangibili in riferimento alla riduzione del peso amministrativo.La facilitazione dell’accesso al finanziamento per le PMI, sotto forma di prestazione di garanzie o programmi di microcredito, è stata perseguita da quasi tutti gli stati, anche in funzione anticongiunturale come sostegno durante la crisi economico-finanziaria. Le politiche di miglioramento dell’accesso al mercato sono state parte integrante di diversi programmi governativi, principalmente attraverso supporti finanziari per la promozione dell’export, supporti nella definizione di strategie di accesso al mercato e partecipazioni a fiere .

Le criticità si esprimono soprattutto in riferimento al principio n.2 sinteticamente definito “second chance”, ovvero la possibilità in caso di bancarotta non fraudolenta di rientrare rapidamente nel mondo dell’impresa per gli imprenditori fraudolenti. Solo 5 stati (Belgio, Finlandia, Irlanda, Spagna, Regno Unito) hanno implementato misure in quest’ambito.

Infine si sono registrati dei progressi nelle procedure di start-up in riferimento al costo ed alla durata del processo. Si è passati da una media di 12 giorni e 485 euro nel 2007 a 7 giorni e 399 euro nel 2010. L’Italia, secondo i dati forniti dal governo permette di avviare una start-up in 1 solo giorno ma ad un costo di 2.673 euro.

In appendice al documento vengono analizzate le politiche di implementazione dei 10 principi stabiliti dallo SBA; l’Italia viene presa ad esempio per due di essi, segnatamente il 3° “pensare prima di tutto in piccolo” e l’8° “promozione dell’aggiornamento e innovazione”.

L’aggiornamento dello SBA prevede anche un nuovo set di azioni da porre in essere per rispondere alle sfide derivanti dalla crisi economica ed in linea con la Strategia di Europa 2020, ovvero:

  • fare della “smart regulation” una realtà per le PMI europee;
  • prestare attenzioni specifiche alle necessità di finanziamento delle PMIi;
  • adottare un approccio generalizzato per supportare l’accesso al mercato delle PMI;
  • aiutare le PMI a contribuire ad un’economia che renda efficiente l’utilizzo di risorse;
  • promuovere l’imprenditorialità, la creazione di posti di lavoro e la crescita inclusiva.


"Signor ovvero Signora PMI”: le piccole imprese avranno un rappresentante in ciascuno Stato membro dell'UE

Il riesame dello SBA ha sollecitato i i paesi a designare un rappresentante per le PMI il cui ruolo centrale consisterà nell'assicurare che il principio "pensare prima in piccolo" sia applicato a tutti i livelli di governo (nazioanle, regionale e locale) in tutti i paesi dell'UE.
In occasione della conferenza SBA “Mobilitare le PMI per il futuro dell'Europa” svoltasi a Budapest il 25 maggio 2011, Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione europea, ha inaugurato una nuova rete dei rappresentanti delle PMI degli Stati membri. Poiché le PMI sono interessate da politiche che prendono origine da diversi dicasteri ,con competenze che vanno da quelle fiscali a quelle finanziarie e da quelle regolamentari all'istruzione, i rappresentanti delle PMI dovrebbero aiutare le piccole imprese a concentrarsi sulle loro attività essenziali per prosperare e creare posti di lavoro.
Elenco dei rappresentanti nazionali delle PMI


Miglior accesso al capitale per PMI e imprenditoria sociale (dicembre 2011))

 

Nel momento di crisi economica che l'Europa sta attraversando, puntare sulla competitività e sul potenziale di crescita delle piccole e medie imprese risulta una priorità assoluta. É dunque con questa finalità che nel dicembre 2011 la Commissione ha presentato una proposta di regolamento che crei un mercato solido per i fondi d'investimento in imprese sociali e una strategia volta a semplificare l'accesso ai finanziamenti da parte delle PMI con un piano d'azione che prevede un maggiore sostegno finanziario dal bilancio dell'UE e dalla Banca europea degli investimenti, nonché una proposta per un regolamento che stabilisca norme uniformi per la commercializzazione di fondi di capitale di rischio. 

Grazie alle nuove norme, per le società di capitale di rischio sarà più semplice reperire fondi in tutta Europa destinati al finanziamento di start-up e per i gestori di un fondo di investimento sociale; se i requisiti specificati nella proposta di regolamento sono soddisfatti, sarà possibile commercializzare in tutta Europa il fondo, cui viene garantito il marchio di "fondo sociale" attraverso la dimostrazione che almeno il 70% del capitale versato dagli investitori sia destinata ad imprese sociali.

Le proposte sono trasmesse al Parlamento europeo e al Consiglio (che rappresenta gli Stati membri) per essere discusse e adottate in base alla procedura di codecisione.

Per approfondimenti:
http://ec.europa.eu/internal_market/investment/venture_capital_en.htm

http://ec.europa.eu/internal_market/investment/social_investment_funds_en.htm



 Settimana europea delle PMI - L'edizione 2012

Lanciata per la prima volta nel 2009, la Settimana Europea delle PMI è un progetto  coordinato dalla Direzione Generale Imprese e Industria della Commissione Europea e consistente in una capillare campagna di sensibilizzazione paneuropea volta a rafforzare lo spirito imprenditoriale e a promuovere le politiche dell’UE e degli Stati membri a favore delle Piccole e Medie Imprese, in linea con lo Small Business Act for Europe.
Giunta alla quarta edizione, l'iniziativa persegue i seguenti obiettivi:
- fornire informazioni sui diversi tipi di sostegno offerto dall'UE e dalle autorità nazionali, regionali e locali alle micro, piccole e medie imprese
- promuovere l'imprenditorialità per incoraggiare le persone, in particolare i giovani, ad optare per una carriera d'imprenditore
- dare un riconoscimento agli imprenditori per il loro contributo al benessere, all'occupazione, all'innovazione e alla competitività in Europa.

La  Settimana europea delle PMI 2012 avrà luogo a Bruxelles dal 15 al 21 ottobre ed avrà il suo momento culminate  il 17 ottobre con la conferenza sull’ "Imprenditorialità femminile". Il summit, organizzato dalla UE in collaborazione con la presidenza di turno cipriota, sarà suddiviso in 4 workshop tematici. All'evento sarà anche invitata la Rete delle donne ambasciatrici.

Tuttavia, l’iniziativa, che interessa ben 37 paesi (i 27 Paesi, oltre ad Albania, Croazia, ex Repubblica iugoslava di Macedonia, Islanda, Israele, Liechtenstein, Montenegro, Norvegia, Serbia e Turchia); comprende diversi eventi il cui svolgimento è previsto a partire da metà aprile fino alla fine del 2012.

Gli eventi e le attività organizzate a livello nazionale, regionale e locale da associazioni di categoria, enti di sostegno alle imprese e autorità nazionali, regionali e locali, si svolgeranno il più vicino possibile agli imprenditori attuali e futuri e consentiranno anche alle imprese esistenti di scambiare esperienze e svilupparsi ulteriormente. Le iniziative proposte possono essere di vario tipo (giornate d'azione, eventi artistici ed esibizioni, azioni di mediazione, giornate "porte aperte", concorsi/gare, giornate dell'imprenditoria, mostre/fiere, forum finanziari, letture/conferenze, corsi di lingua per imprenditori, mentoring, networking, eventi online/visite virtuali, attività esterne/roadshow, visite di studio, formazione, workshop/seminari, ecc) e devono affrontare argomenti specifici riguardanti la gestione di una PMI: start-up, responsabilità sociale delle imprese, tasse e questioni giuridiche, imprenditorialità femminile, economia sociale, ecc.

http://ec.europa.eu/enterprise/initiatives/sme-week/index_it.htm


In occasione dell'apertura della settimana europea per le PMI 2012 la Commissione europea ha pubblicato la relazione 2012 sulla performance delle PMI, con schede informative che descrivono i progressi delle PMI in tutti gli Stati membri.

La relazione mostra come, nonostante le difficoltà causate dalla crisi economica in atto, le PMI continuino a rappresentare la spina dorsale dell’economia europea. Esse costituiscono infatti più del 98% di tutte le imprese (20,7 milioni di imprese, circa) con oltre 87 milioni di dipendenti. La parte preponderante (pari al 92,2% delle PMI) è rappresentata da microimprese con meno di 10 dipendenti. Si ritiene che le PMI rappresentino il 67% dell’occupazione totale e il 58% del valore aggiunto lordo (VAL).

Antonio Tajani, Vicepresidente della Commissione europea e Commissario per le Imprese e l’industria, ha dichiarato: “Le PMI sono in grado di ripristinare la crescita in Europa. Esse sono in cima ai nostri sforzi – come dimostra la proposta di reindustrializzare l’Europa da me fatta qualche giorno fa. In novembre, seguirà il più ambizioso piano d’azione per promuovere lo spirito imprenditoriale che l’Europa abbia mai visto. Offriremo sostegno e consulenza a livelli mai visti finora e cercheremo di far sì che le PMI riescano ancora una volta a farci uscire dalla crisi che ci attanaglia.”

 http://europa.eu/rapid/press-release_IP-12-1101_it.htm


Ottobre 2012: lancio della campagna di sensibilizzazione contro i ritardi di pagamento alle imprese

 Ogni anno centinaia di migliaia di imprese europee chiudono perché i clienti pagano in ritardo. Sono soprattutto le piccole e medie imprese (PMI) a soffrire dei ritardi di pagamento e le aziende che vendono al di là dei confini nazionali sono particolarmente vulnerabili. Questo fenomeno, che incide  negativamente  su tutta l'economia europea causando  debiti per decine di miliardi di euro e comportando conseguenze dirette per l'occupazione, è ancora molto diffuso in tutta l’UE nonostante l'adozione della direttiva 2000/35/CE relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali. " Tale  direttiva, approvata nel febbraio del 2011, è un tassello essenziale per completare il mercato unico e ripristinare condizioni normali di credito nell’economia, oltre a rappresentare una delle priorità dello Small Business Act a favore delle PMI. L'attuazione della direttiva (che obbliga le pubbliche amministrazioni a pagare i privati entro 30 giorni) assume anche un rilievo essenziale nell'ambito della strategia europea per uscire dalla crisi, essendo tra le misure più efficaci nel brevissimo termine per rilanciare la crescita. Per questo, anche se il termine ultimo per recepire la direttiva è il 16 marzo 2013, con l'aggravarsi della crisi la Commissione  europea ha deciso di invitare gli Stati membri ad accelerare questo processo.

A tal fine, è stata avviata una campagna di sensibilizzazione diretta a far conoscere meglio alle parti interessate, in particolare alle PMI e alle amministrazioni pubbliche, i nuovi diritti riconosciuti dalla direttiva 2011/7/UE.

Da ottobre 2012 a dicembre 2014 saranno organizzate giornate d'informazione nei 27 paesi membri e in Croazia. Gli eventi in programma offriranno anche un'occasione di scambio delle migliori pratiche e aiuteranno le imprese ad affrontare i problemi incontrati.


http://ec.europa.eu/enterprise/policies/single-market-goods/late-payment-campaign/index_it.htm


La campagna di sensibilizzazione è stata lanciata ufficialmente Venerdì 5 ottobre a Roma, nel corso di una tavola rotonda svoltasi nella Sala delle Bandiere del Parlamento europeo in via IV novembre 149 (sede dell'Ufficio informazione del Parlamento europeo e della Rappresentanza della Commissione europea in Italia) alla presenza di Antonio Tajani, Vicepresidente della Commissione europea e responsabile per l'Industria e l'Imprenditoria.

Ottobre 2012: piano per re-industrializzare l'Europa

Nuove linee-guida per una reindustrializzazione dell'Europa:  il pacchetto, preparato da Antonio Tajani - Vicepresidente della Commissione europea e responsabile per l'Industria e l'Imprenditoria - propone un partenariato a tre tra la Commissione, gli Stati e le imprese e si fonda su direttive che spaziano dall'alta tecnologia alla formazione, dall'accesso ai finanziamenti al mercato unico. L'obiettivo è di aumentare la quota del prodotto interno lordo che dipende dall'industria dal 15 al 20% entro il 2020

Il piano è stato presentato l’ 11 ottobre a Milano, presso il Palazzo delle Stelline (sede della Rappresentanza della Commissione europea a Milano) da Antonio Tajani nel corso di un evento organizzato dalla Rappresentanza a Milano della Commissione europea, in collaborazione con l'Ufficio d'informazione a Milano del Parlamento europeo, per informare gli attori economici e istituzionali dell'azione europea a favore delle imprese.

 

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