| Il multilinguismo nell'UE |
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La lingua è l’espressione più diretta della cultura di un popolo; essa è ciò che ci rende cittadini di uno stato e che ci conferisce un senso di identità. L’articolo 22 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea precisa che l’Unione rispetta la diversità culturale, religiosa e linguistica. L’articolo 21 vieta qualsiasi forma di discriminazione fondata su numerosi motivi, compresa la lingua. Il rispetto per le diversità linguistiche costituisce un valore fondamentale dell’Unione europea, assieme al rispetto per l’individuo, all’apertura alle altre culture, alla tolleranza e all’accettazione dell’altro. Le lingue definiscono le identità personali, ma fanno anche parte di un patrimonio comune; possono servire da ponte verso altre persone e dare accesso ad altri paesi e culture promuovendo la comprensione reciproca. Attualmente le lingue ufficiali dell'Unione Europea sono 23 (sebbene esistano più di 60 lingue autoctone e dozzine di lingue non autoctone parlate da comunità di migranti) in rappresentanza dei 27 Stati membri. Ciascuno Stato membro, al momento di entrare nell’UE determina quale o quali lingue desidera siano dichiarate lingue ufficiali dell’Unione. L’Unione europea utilizza dunque le lingue scelte dagli stessi governi nazionali, e non un’unica lingua franca o un numero ridotto di lingue scelte arbitrariamente ed incomprensibili alla maggioranza dei cittadini dell’Unione. Il trattato istitutivo dell'Unione europea stabilisce che ogni cittadino dell'Unione possa scrivere alle istituzioni europee in una delle lingue ufficiali ed averne una risposta nella medesima lingua e che tutti i documenti ufficiali vengono redatti in tutte le lingue ufficiali dell'Unione, al fine di garantirne la comprensibilità. L’UE incoraggia il multilinguismo, concetto che si riferisce sia alla capacità del singolo di usare più lingue, sia alla coesistenza di differenti comunità linguistiche in una determinata area geografica. Il multilinguismo è uno dei principi fondamentali dell'Unione Europea, sin dall'inizio del processo di integrazione, in quanto la coesistenza armoniosa di molte lingue in Europa è un simbolo forte dell'aspirazione dell'Unione europea ad essere unita nella diversità, uno dei fondamenti del progetto europeo. La politica ufficiale di multilinguismo dell’UE voluta , espressamente voluta come strumento di governo, è unica al mondo e persegue tre obiettivi distinti:
Per l’Unione europea, l’uso delle lingue dei suoi cittadini è uno dei fattori che contribuiscono a renderla più trasparente, legittima ed efficiente, oltre a dare un valido contributo alla competitività dell'economia europea. Nel 2002, a Barcellona, i capi di Stato e di governo si sono posti come obiettivo comune l’insegnamento di due lingue straniere, fin dall’infanzia, a tutti i cittadini. L’obiettivo, detto “di Barcellona” (“lingua materna più due”) segna il passaggio da una politica mirante semplicemente a preservare le lingue ad una politica che si propone di svilupparne attivamente le potenzialità. Fondamentali, per comprendere l’impegno costantemente profuso dalla Commissione europea in questo settore specifico, sono il programma per l'apprendimento permanente ed una serie di iniziative politiche, come la comunicazione "Multilinguismo: una risorsa per l'Europa e un impegno comune", adottata nel settembre 2008. L'approccio politico perseguito dalla Commissione prevede la partecipazione attiva di tutti i propri servizi e degli Stati membri. Oltre ad organizzare conferenze, seminari e campagne d'informazione, l’esecutivo Ue commissiona studi e controlla l'evoluzione delle politiche e la loro attuazione. Fin dall’inizio del suo precedente mandato (2005 – 2009), la Commissione presieduta da Josè Manuel Barroso ha riconosciuto l’importanza di questa singolare politica linguistica, nominando un difensore della sua causa al più alto livello: il commissario Leonard Orban, che è stato competente per il multilinguismo a partire dal 1° gennaio 2007. Attualmente, in seguito alla rinnovata composizione dell’esecutivo dell’Unione (sempre presieduto dal portoghese José Manuel Barroso), in carica per il periodo 2007 – 2013, il multilinguismo costituisce un nuovo portafoglio, accorpato a Cultura e Istruzione, Cultura e Gioventù ed affidato al commissario cipriota Androulla VASSILIOU. L’impegno assunto dal nuovo commissario sul fronte del multilinguismo è sintetizzato nella seguente dichiarazione:” Nel mio ruolo di commissaria per Istruzione, cultura, multilinguismo e gioventù, darò priorità alle azioni con cui possiamo portare benefici concreti ai cittadini e contribuire a un'Europa migliore. Sapere le lingue è utile sia nella vita sociale che in quella personale, apre la mente e aiuta a capire la diversità culturale, che è parte integrante della ricchezza dell'Europa. Dobbiamo sostenere non solo le 23 lingue ufficiali dell'UE, ma anche le sue 60 lingue regionali e minoritarie. Uno dei miei impegni principali sarà promuovere l'apprendimento delle lingue fin dalla più giovane età: bisogna che ogni cittadino europeo parli almeno due lingue straniere in aggiunta alla propria. La conoscenza delle lingue migliora le prospettive di lavoro, la comunicazione e l'intercomprensione, in Europa e nel mondo."
Ogni anno, il 26 settembre si celebra della Giornata europea delle lingue istituita dal Consiglio d'Europa e dalla Commissione europea in seguito al successo dell’Anno europeo delle lingue 2001, al fine di garantire un momento di particolare attenzione verso le azioni dirette a valorizzare il patrimonio culturale, parte integrante delle lingue parlate in tutto il continente. In tale occasione possono essere organizzati eventi ed iniziative coerenti con gli obiettivi generali di questa Giornata: sensibilizzare il pubblico riguardo l’importanza dell’apprendimento delle lingue e a proposito dell’importanza della diversificazione delle lingue apprese al fine di potenziare il plurilinguismo e la comprensione interculturale; promuovere la ricchezza della diversità linguistica e culturale dell’Europa; incoraggiare l’apprendimento delle lingue nel corso della vita, a prescindere dal contesto scolastico. Il Consiglio d’Europa ha istituito un sito web contenenente informazioni e collegamenti alla rete dei coordinatori nazionali della Giornata, oltre ad un database di attività che è possibile consultare e al quale possono essere aggiunte informazioni circa altri eventi. |




